Gli imprenditori ben sanno:
· che l’incremento delle relazioni economiche rappresenta una spinta decisiva per lo sviluppo;
·
che l’instaurarsi di relazioni economiche si estende e si rafforza
quando produttori, consumatori, risparmiatori di diversi paesi e diversi
mercati possono confrontarsi ed interagire tra loro;
· che la diffusione degli scambi tra operatori di differenti stati genera un’interdipendenza crescente tra le loro economie;
·
che le situazioni di pace e di rispetto reciproco consentono la
positiva trasformazione di processi di interdipendenza in veri e propri
processi di integrazione, come è avvenuto in Europa, allargando gli
spazi di libertà e facendo lievitare i valori di progresso civile e
sociale.
“L’economia non è la civiltà, ma la possibilità della
civiltà”: già 70 anni fa così affermava J.M. KeynesConsapevoli di questa
opportunità gli imprenditori italiani hanno stretto alleanze,
realizzato scambi, promosso iniziative insieme ad operatori di
nazionalità, razze religioni diverse, realizzando risorse aggiuntive in
grado di migliorare generalmente la qualità della vita .
Migliaia di
operatori economici di paesi a prevalenza religiosa islamica e migliaia
di operatori economici italiani di ispirazione cristiana hanno
sviluppato e sviluppano proficue collaborazioni e valide partnership.
L’ispirazione cristiana stimola gli imprenditori ad un supplemento di
impegno per l’affermazione della giustizia e della carità .E’ per questo
che le esortazioni alla pace e al dialogo rivolte in questi giorni da
Sua Santità Benedetto XVI sottolineando come la violenza costituisca una
realtà contraria alla ragione e alla volontà di Dio, trovano l’UCID –
Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – a fianco del Pontefice nella
profonda convinzione che il mondo dell’economia può contribuire al
radicamento di una civiltà dell’amore – riducendo diseguaglianze,
sfruttamento, emarginazioni – valorizzando l’uomo nelle sue variegate
identità e rispettando le sue credenze religiose.
La pace e il
rifiuto della violenza sono le condizioni indispensabili per camminare
insieme lungo questi sentieri, ardui ma non impossibili.L’averlo
ricordato, come ha fatto il Papa, è un atto di fiducia nel destino
dell’umanità.
La Presidenza Nazionale
21 Settembre 2006
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