domenica 24 dicembre 2006

Dio si fa bambino e ci invita a diventare come bambini. Auguri per il Santo Natale di S.E. Mons. Domenico Padovano - Vescovo di Conversano

Il Natale è davanti a noi.
Non voglio farvi una predica sui consumi e sugli sprechi delle prossime festività, anche per rispetto di molti che non se li possono permettere, voglio solo farvi gli auguri di Natale.....

Natale, speranza di realizzazione eterna. Lettera ai fedeli in occasione del Natale 2006 di S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri -Arcivescovo di Trani

Carissimi fratelli e sorelle,insieme con i miei sacerdoti e diaconi, vi rivolgo questo messaggio natalizio, augurandovi la pace e la gioia annunciata dagli Angeli ai pastori:
".vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo : oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è Cristo Signore" (Lc 2,10); e una moltitudine dell'esercito celeste lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama" (Lc 2,13-14).
Natale mistero
L'incarnazione del "Verbo" nella nostra natura umana, ha acceso in noi e in tutto il genere umano la "speranza", cioè la certezza della nostra realizzazione secondo la volontà di Dio che "ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito del suo volere" (Ef 1,5-6).Da creature, sviate e disorientate a causa del peccato che è distacco da Dio, in Gesù "abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia" (Ef 1,7).Nel Natale, atteso da Adamo, da Abramo, dal popolo di Israele, realizzatosi "nella pienezza dei tempi" (Ef 1,10) grazie al "si" di Maria di Nazareth, "piena di grazia" (Lc 1,28), si è realizzato "il disegno [di Dio] di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra" (Ef 1,10).In una meravigliosa sintesi, così lo stesso apostolo Paolo esprime il grande mistero che celebriamo a Natale: "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli" (Gal 4,4-5).
Natale liturgico
Il vero Natale lo celebriamo partecipando alla Messa con cuore puro e sincero, stupito per il grande mistero dell'amore di Dio che ha voluto manifestarsi nella benignità e nella tenerezza della nostra umanità così come leggiamo in Tito 2,11-12: "È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo".Quanto fascino e gioia desta in noi la nascita di un bambino! Quanto stupore e gaudio destò il "Bambino" di Betlem in Maria e Giuseppe, nei pastori e nei Magi! Tutto questo lo meditiamo nel tempo natalizio attraverso la divina liturgia.
Natale nella storia
Dobbiamo anche noi stupirci del grande mistero della nostra redenzione.Il Natale di quest'anno si contestualizza, nella Chiesa che è in Italia, nell'impegno della Nuova Evangelizzazione che sta interessando anche la nostra Chiesa diocesana nella pastorale missionaria aperta ad ogni ambito di vita: vita affettiva, festa e lavoro, fragilità umana, tradizione e cultura, e cittadinanza.La speranza che il Natale, di anno in anno, riaccende in noi è la presenza viva di Gesù. Per averla è necessario che noi cresciamo in Lui, con Lui, per Lui (Ut crescamus in Illo), vivendo la missione che Gesù stesso ci ha affidato: "Essere glorificatori del Padre vivendo in Lui, sotto l'azione dello Spirito Santo" (Ut glorificetur Pater in Filio divino afflante Spiritu).
Augurio
Carissimi, l'augurio per il Santo Natale 2006, è che <>"siamo uniti e in comunione" così come ci vuole Gesù, il nostro unico capo. Egli nell'Eucaristia ci ha lasciato il memoriale della Sua pasqua di morte e di risurrezione comandandoci di viverla realmente nella sua dimensione sacrificale e conviviale, cioè nell'impegno di santità e di comunione fraterna.
Esortazione
Dobbiamo essere sempre una "Chiesa eucaristica missionaria", aperta all'ecumenismo e al dialogo interreligiosoNel prossimo 2007 avremo la gioia, attraverso la "visita ad limina" di onorare i sepolcri dei santi apostoli Pietro e Paolo e di incontrare il successore di Pietro, vescovo di Roma, Benedetto XVI.La visita "ha per il vescovo un preciso significato: accrescere il suo senso di responsabilità come successore degli apostoli e rinvigorire la sua comunione con il successore di Pietro" (Ap. Successores, 15 del 22.02.2004).Ma anche per tutta la Chiesa diocesana costituisce un momento importante perché consolida, attraverso il suo vescovo, che sarà ricevuto dal Papa il 15 marzo, i vincoli di fede, di comunione e di disciplina che la legano alla Chiesa di Roma e all'intero corpo ecclesiale (cfr. idem).Alla fine dell'anno civile eleviamo il canto del Te Deum, ringraziando la SS. Trinità per tutti i doni che abbiamo ricevuto, anche per la sofferenza che ci ha fatto constatare i limiti umani stimolandoci ad avere un cuore buono e misericordioso.Iniziamo il 2007 alla luce del messaggio sulla pace di Benedetto XVI "Persona umana: cuore della pace", affidandoci alla Gran Madre di Dio, donna della speranza, con i migliori auspici di ogni bene, soprattutto quello di essere pienamente conformi a Cristo, "il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria" (Ef 1,14). In quest'anno Mariano diocesano la nostra Madre celeste ci porti a Gesù e ce lo faccia amare come Ella stessa lo ama.
Benedizione
Con amore benedico ciascuna famiglia abbracciando idealmente genitori e figli, nonni e familiari, ammalati; e benedico i consacrati per l'apostolato, religiosi e religiose, operatori di giustizia e di pace.

Buon Natale e felice Anno Nuovo!

+ Giovan Battista Pichierri
arcivescovo

sabato 23 dicembre 2006

Il Natale non muta: è sempre annuncio di speranza. Gli auguri per il Natale 2006 di S.E.Mons. Giovan Battista Pichierri - Arcivescovo di Trani

Il Natale di Gesù è la nascita di Dio nella nostra natura umana. Dio ci ha tanto amato da farsi come noi per farci come Lui. Come scrive l'apostolo Paolo ai cristiani di Filippi: "Abbiate gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente sino alla morte e alla morte di croce" (Fil 2,5-8).Questo è un documento biblico ispirato. E noi cristiani non possiamo prescindere dalla Parola di Dio celebrando il secondo mistero della nostra fede, l'Incarnazione, dopo quello dell'unità e trinità di Dio.Dal testo paolino emergono i tratti salienti di Gesù bambino: Dio nella seconda persona della Trinità.

.-si abbassa a livello della creatura umana, assumendo la condizione di servo.
.-si umilia facendosi obbediente.
.-si sacrifica sino alla morte di croce donandoci la sua vita divina.
Il Natale suscita per sé stupore, gioia, speranza.

Quando questo non dovesse accadere in noi, allora il Natale è ridotto a un giorno o a giorni da consumare illudendosi di perseguire la vera speranza. Diventa il Natale del consumismo e della globalizzazione ridotto a oggetto di mercato.Oggi purtroppo, proprio questo sta accadendo. Propaganda televisiva, ricerca di piacere ad ogni costo, incapacità di vivere la relazione affettiva senza alcuna disponibilità ad essere umili e ubbidienti. svuota la persona della sua vera identità: "essere per gli altri", "essere liberi per amare", così come Dio ci ha creati.Il mio augurio di Natale è rivolto innanzitutto ai credenti, perché lo vivano come mistero che desta stupore e gioia; e rende capaci di portare a tutti la pace, frutto della sincera conversione all'unità e alla comunione in Cristo, unico nostro capo.Raggiunge anche ogni uomo e donna di buona volontà, perché perseguano i valori della persona umana che Gesù ha riscattato dall'egoismo, facendoli risplendere, attraverso la nostra umanità, nella compassione, mitezza, giustizia, condivisione, solidarietà, dono di sé.Il Natale di quest'anno porti sulla nostra terra, così bella e ricca di tante potenzialità, attraverso noi che la abitiamo, unità di intenti per accogliere ogni persona e difenderla nella sua dignità. Con la responsabilità di tutti, istituzioni, famiglie, singoli cittadini, facciamo sì di rendere sempre più abitabile la nostra sesta erigenda Provincia per concorrere al vero progresso civile, culturale e religioso del nostro popolo.
Buon Natale e felice Anno Nuovo!
+ Giovan Battista Pichierri
arcivescovo

lunedì 18 dicembre 2006

Auguri dalla Sezione di Conversano

Domenica 17 dicembre 2006, presso la parrocchia S. Maria della Salette a Fasano si è svolto l’incontro UCID preceduto dalla S. Messa officiata da Don Carlo Latorre.
E’ stata una bella occasione non solo per scambiarsi gli auguri di Natale, ma anche per conoscersi meglio insieme alle proprie famiglie.
Sono stati affrontati i primi aspetti organizzativi, le proposte di temi per il 2007 da dibattere poi con un convegno, ed altri aspetti correlati.
Al momento le adesioni sono venti, in linea con quanto previsto dallo statuto per la costituenda sezione diocesana.
Di nuovo un caloroso augurio di Santo Natale e sereno 2007!

Giuseppe Lovecchio

lunedì 11 dicembre 2006

Grazie di S.E. Mons Picherri, ai relatori del Seminario del 05.12.06

Carissimi relatori al Seminario di studi su “La responsabilità sociale degli imprenditori, l’unica via per la crescita e lo sviluppo”, purtroppo, il forzato riposo resosi necessario a seguito di una brusca storta subita alla caviglia in una scuola di Corato durante la visita pastorale, mi ha impedito di partecipare alla preziosa iniziativa del 5 u.s. presso l’ITC “Cassandro” di Barletta, promossa dall’UCID sezione di Trani-Barletta-Bisceglie.
Mortificato, sono stato con voi idealmente.
Mi è giunta, comunque, la risonanza dei vostri interventi e di tutto il seminario, tramite la testimonianza di chi ha vi ha partecipato.
Vi sono grato, come lo sono anche nei confronti del Dott. Ruggiero Cristallo, Presidente della sezione diocesana dell’UCID.
Il vostro seminario ha introdotto nella nostra realtà locale una riflessione di ampio respiro sul valore e sul significato dell’essere imprenditore e, quindi, dell’essere impresa, in un aspetto, forse, trascurato, ma che è fondamentale!
Quello, cioè della “responsabilità sociale”dell’uno e dell’altra. L’imprenditore, mentre lavora per sé, per la propria famiglia, si adopera per offrire lavoro ad altri, assicurando il pane alle loro famiglie; e, contemporaneamente, si industria per rispondere alle esigenze di alcuni bisogni che sono importanti per lo sviluppo integrale della persona umana.
Il vostro è un compito difficile che richiede coraggio e talvolta rischio, per il quale non vi sono ricette precostituite. La Dottrina sociale della Chiesa vi offre giuste motivazioni e spinte ideali, conducendovi a rendevi partecipi, in modo del tutto particolare, al progetto di Dio di abbattere le disuguaglianze, gli egoismi, le divisioni, la violenza, e quanto affossa la dignità della persona umana.
Vi incoraggio a proseguire su questa strada di riflessione, creando le giuste sinergie per coinvolgere quanti più operatori è possibile del mondo dell’impresa, perché lievitino di giustizia e di pace il settore missionario che vi compete.
Un grazie anche a tutti gli uditori che hanno preso parte al Seminario, offrendo il contributo della propria esperienza.A tutti e a ciascuno in particolare la mia paterna benedizione, nonché i più sentiti auguri di santo Natale e felice Anno Nuovo.

Trani, 06 dicembre 2006

+ Giovan Battista Pichierri
Arcivescovo

martedì 5 dicembre 2006

Seminario sulla Responsabilità Sociale degli Imprenditori a Barletta

La Sezione UCID di Trani-Barletta sta organizzando un seminario dal tema:
"La Responsabilità Sociale degli Imprenditori, l'unica via per la Crescita e lo Sviluppo".

Tale seminario si terrà a Barletta, in data 05 dicembre 2006, ore 15presso l'Istituto Tecnico Commerciale "M.Cassandro".

Sono previste presenze eccellenti, nei vari settori di attività: imprenditoriale, manageriale, sociale.

martedì 31 ottobre 2006

UNIAPAC il Rapporto sul XXII Congresso mondiale

Ecco gli atti del Congresso mondiale dell' UNIAPAC che si è svolto a maggio 2006 a Lisbona.
Al Congresso ha partecipato la Presidenza dell'UCID Nazionale e nel Rapporto viene riportato l'intervento dell'Ing. Merloni, Presidente del Comitato tecnico-scientifico.
http://www.ucidpuglia.org/altre_sedi/uniapac_05_2006.pdf

Comunicazione riconferma Organismi Direttivi

Nella seduta del Consiglio Direttivo del 23 febbraio u.s., sono stati rinnovati gli organismi direttivi per il triennio 2007-2009, il quadro operativo è il seguente:

Presidente: Angelo Ferro
Vice Presidente: Giancarlo Abete
Vice Presidente: Alberto Carpinetti
Segretario Generale: Giovanni Scanagatta
Vice Segretario Generale: Guiscardo Lupi
Vice Segretario Generale Aggiunto: Giovanni Facchini Martini
Tesoriere: Renzo Bozzetti.

Sono inoltre stati nominati Membri del Comitato di Presidenza: Piero Taverna, Aurelio Fedele, Alessandro Scelfo, Federico Falck, Sandro Grespan e Antonella Freno.

Sono invitati permanenti: Mario Stefanelli, Filippo Ciuffi, Alessandro Crespi e Piergiorgio Marino oltre i Past Presidents Nazionali.

Nel ringraziare della fiducia accordataci, rinnovo a tutti gli Amici ucidini il massimo impegno nel promuovere un sempre più cosciente e diffuso sviluppo della nostra Associazione; considerateci a vostra disposizione per ogni iniziativa/supporto ritenuto utile!

N.B. Vi preghiamo di sensibilizzare tre focus:
a) Compilazione del secondo questionario su "La coscienza dell'Imprenditore, Dirigente e Professionista" e già disponibile nel sito www.ucid.it/www/questionario
b) Convegno di Milano del 16 giugno
c) 60° Anniversario fondazione UCID a Torino il 12-13-14 ottobre.

Con i migliori saluti.

Il Presidente - Angelo Ferro

mercoledì 11 ottobre 2006

Anche la Sezione UCID di Molfetta ai blocchi di partenza

Una trentina di imprenditori, dirigenti e liberi professionisti, incontreranno il vescovo della diocesi di Molfetta, per approfondire le finalità dell’UCID in maniera più completa, nel corso di un incontro che avrà luogo:venerdì 10 novembre 2005, alle ore 19.00, in Molfetta,presso la l'Aula Magna del Seminario Vescovile, Piazza Garibaldi, nr. 63,presieduto da S.E. Mons. Luigi Martella e dai responsabili regionali UCID.

giovedì 21 settembre 2006

A fianco del Papa

Gli imprenditori ben sanno:
· che l’incremento delle relazioni economiche rappresenta una spinta decisiva per lo sviluppo;
· che l’instaurarsi di relazioni economiche si estende e si rafforza quando produttori, consumatori, risparmiatori di diversi paesi e diversi mercati possono confrontarsi ed interagire tra loro;
· che la diffusione degli scambi tra operatori di differenti stati genera un’interdipendenza crescente tra le loro economie;
· che le situazioni di pace e di rispetto reciproco consentono la positiva trasformazione di processi di interdipendenza in veri e propri processi di integrazione, come è avvenuto in Europa, allargando gli spazi di libertà e facendo lievitare i valori di progresso civile e sociale.“L’economia non è la civiltà, ma la possibilità della civiltà”: già 70 anni fa così affermava J.M. Keynes
Consapevoli di questa opportunità gli imprenditori italiani hanno stretto alleanze, realizzato scambi, promosso iniziative insieme ad operatori di nazionalità, razze religioni diverse, realizzando risorse aggiuntive in grado di migliorare generalmente la qualità della vita .Migliaia di operatori economici di paesi a prevalenza religiosa islamica e migliaia di operatori economici italiani di ispirazione cristiana hanno sviluppato e sviluppano proficue collaborazioni e valide partnership. L’ispirazione cristiana stimola gli imprenditori ad un supplemento di impegno per l’affermazione della giustizia e della carità .
E’ per questo che le esortazioni alla pace e al dialogo rivolte in questi giorni da Sua Santità Benedetto XVI sottolineando come la violenza costituisca una realtà contraria alla ragione e alla volontà di Dio, trovano l’UCID – Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – a fianco del Pontefice nella profonda convinzione che il mondo dell’economia può contribuire al radicamento di una civiltà dell’amore – riducendo diseguaglianze, sfruttamento, emarginazioni – valorizzando l’uomo nelle sue variegate identità e rispettando le sue credenze religiose.
La pace e il rifiuto della violenza sono le condizioni indispensabili per camminare insieme lungo questi sentieri, ardui ma non impossibili.
L’averlo ricordato, come ha fatto il Papa, è un atto di fiducia nel destino dell’umanità.
La Presidenza Nazionale


A fianco del Papa

Gli imprenditori ben sanno:
· che l’incremento delle relazioni economiche rappresenta una spinta decisiva per lo sviluppo;
· che l’instaurarsi di relazioni economiche si estende e si rafforza quando produttori, consumatori, risparmiatori di diversi paesi e diversi mercati possono confrontarsi ed interagire tra loro;
· che la diffusione degli scambi tra operatori di differenti stati genera un’interdipendenza crescente tra le loro economie;
· che le situazioni di pace e di rispetto reciproco consentono la positiva trasformazione di processi di interdipendenza in veri e propri processi di integrazione, come è avvenuto in Europa, allargando gli spazi di libertà e facendo lievitare i valori di progresso civile e sociale.
“L’economia non è la civiltà, ma la possibilità della civiltà”: già 70 anni fa così affermava J.M. KeynesConsapevoli di questa opportunità gli imprenditori italiani hanno stretto alleanze, realizzato scambi, promosso iniziative insieme ad operatori di nazionalità, razze religioni diverse, realizzando risorse aggiuntive in grado di migliorare generalmente la qualità della vita .
Migliaia di operatori economici di paesi a prevalenza religiosa islamica e migliaia di operatori economici italiani di ispirazione cristiana hanno sviluppato e sviluppano proficue collaborazioni e valide partnership. L’ispirazione cristiana stimola gli imprenditori ad un supplemento di impegno per l’affermazione della giustizia e della carità .E’ per questo che le esortazioni alla pace e al dialogo rivolte in questi giorni da Sua Santità Benedetto XVI sottolineando come la violenza costituisca una realtà contraria alla ragione e alla volontà di Dio, trovano l’UCID – Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti – a fianco del Pontefice nella profonda convinzione che il mondo dell’economia può contribuire al radicamento di una civiltà dell’amore – riducendo diseguaglianze, sfruttamento, emarginazioni – valorizzando l’uomo nelle sue variegate identità e rispettando le sue credenze religiose.
La pace e il rifiuto della violenza sono le condizioni indispensabili per camminare insieme lungo questi sentieri, ardui ma non impossibili.L’averlo ricordato, come ha fatto il Papa, è un atto di fiducia nel destino dell’umanità.
La Presidenza Nazionale
21 Settembre 2006

giovedì 14 settembre 2006

Parte la Sezione UCID di Andria

Una trentina di imprenditori, dirigenti e liberi professionisti, incontreranno il vescovo della diocesi di Andria, per approfondire le finalità dell’UCID in maniera più completa nel corso di un incontro che avrà luogo martedì 26 settembre 2006, alle ore 19.00, in Andria, presso la sede dell’ Opera Diocesana “Giovanni Paolo II”, via Bòttego n. 36, presieduto da S.E. Mons. Raffaele Calabro e dai responsabili regionali UCID.

lunedì 11 settembre 2006

Incontro ad Andria con S.E. Mons. R. Calabro per la partenza della Sezione UCID di Andria

Mercoledi 13 settembre, il referente del Gruppo Pugliese relazionerà al Vescovo di Andria, sull'attività svolta nel territorio diocesano di Andria, Canosa e Minervino.In tale incontro verrà vagliato l'elenco degli imprenditori, dirigenti e liberi professionisti individuati inizialmente per la partenza della Sezione UCID di Andria.Sarà stabilita la data in cui si svolgerà la cerimonia di costituzione alla presenza delle autorità ecclesiastiche e dell'UCID.A breve ulteriori aggiornamenti in merito.

martedì 5 settembre 2006

L'UCID della Sezione di Trani-Barletta-Bisceglie saluta gli studenti del "Cassandro" di Barletta

L' UCID Sezione di Trani-Barletta-Bisceglie, tramite il suo presidente, Ruggiero Cristallo, saluta gli studenti dell' ITC "M.Cassandro" di Barletta - Progetto Sirio, suggerendo loro un tema conduttore che contraddistingua tutte le iniziative da intraprendere nell'anno scolastico che è alle porte. "Crescere nei Valori" e "Mettere l'Uomo al centro dell'Economia", sono i temi guida che Cristallo suggerisce agli studenti.

giovedì 31 agosto 2006

Incontro per la Costituzione della Sezione UCID di Conversano-Monopoli

Nella serata di Venerdi 15 settembre, il vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli,S.E. Mons. Domenico Padovano, incontrerà una delegazione di imprenditori, dirigenti e liberi professionisti.Tema dell'incontro è la costituzione della locale Sezione UCID.Parteciperà all'incontro, anche il Dott. Paolo Capogrossi, in rappresentanza del Consiglio Nazionale.

Ruggiero Cristallo
Referente Gruppo Pugliese

Gazzetta del Mezzogiorno - Articolo Costituzione Sezione UCID Conversano-Monopoli

Riproponiamo l'articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 9 marzo 2007 in merito alla costituzione della sezione UCID della Diocesi di Conversano-Monopoli:

Impresa nel rispetto della dignità
Un sodalizio di 20 soci: stasera il battesimo alla presenza del vescovo


MONOPOLI - Si avvia in Puglia l’esperienza dell’Unione Cristiana degli Imprenditori e Dirigenti:
una associazione - nata in Italia nel primo dopoguerra - che solo negli ultimi anni comincia a muovere i primi passi in Puglia.
Due i circoli già presenti, a cui si aggiunge l’esperienza della diocesi Conversano-Monopoli.
«Il nostro impegno – dice Giuseppe Lovecchio , presidente del circolo diocesano - è quello di promuovere una cultura di impresa fatta di rispetto per la dignità umana e di una particolare attenzione per la responsabilità sociale di impresa » .
Un richiamo forte ai valori evangelici ed al magistero della Chiesa. «Stiamo cercando di strutturare sul territorio regionale – riprende Lo Vecchio - una realtà che sul territorio nazionale esiste ed opera dai primi anni del dopoguerra».
Questa sera, in largo Vescovado, alla presenza di mons. Domenico Padovano, il gruppo - formato da 20 soci sarà tenuto a battesimo dal referente regionale Ruggiero Cristallo e dal consigliere nazionale, Paolo Capogrossi.
Tra gli obiettivi a breve termine, incontri diretti con le realtà produttive del territorio:un bacino d’utenza di 220mila abitanti con realtà produttive di un certo rilievo che saranno invitati «a confrontarsi – spiega Lovecchio – con un modello di impresa che nel rispetto dell’uomo raggiunga obiettivi economici legittimi».
Un lavoro di diffusione capillare delle linee guida espresse nella Gaudium ed Spes e riprese dal Magistero:
responsabilità sociale, dignità umana, utile come opportunità di sviluppo per le comunità territoriali, impresa come risorsa collettiva.
Un manifesto programmatico nutrito e ambizioso: dal favorire la crescita, nell’impresa e nelle attività professionali, dei valori di una vera comunità cristiana di persone nel rispetto della dignità individuale e dell’etica che vada oltre la deontologia professionale allo studio di iniziative che ispirino le attività imprenditoriali ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa.
Passando per formazione, manageriale e spirituale, in una sorta di educazione all’impresa «cristiana», in stretto contatto con le realtà ecclesiali. Una opportunità insomma - si direbbe - per i comuni della diocesi per creare un rapporto forte tra la crescita economica ed una crescita umana e sociale del territorio. 
Vedi il filmato

Comunicato stampa dalla Sezione UCID di Conversano-Monopoli

UCID: COMUNICATO STAMPA MAGGIO 2008
L’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) sezione di Conversano-Monopoli, associazione privata senza fini di lucro di imprenditori, dirigenti e professionisti con il compito di diffondere la conoscenza del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa, ha approvato per quest’anno un programma molto ricco e ben articolato.
Il primo appuntamento sarà agli inizi di giugno con una gita per i soci e le loro famiglie.
A settembre si prevede una tavola rotonda presso il museo diocesano di Monopoli per discutere sul tema “l’imprenditore cristiano è colui che nella sua voglia di fare impresa aspira a contribuire al bene comune? Lavora per il bene comune promuovendo la salute, la ricerca scientifica, l’istruzione, l’equità sociale e l’ambiente?”
A ottobre, poi, in un paio di città della diocesi, si promuoverà l’UCID attraverso manifestazioni pubbliche alla presenza di imprenditori e professionisti del luogo con il coordinamento del nostro tesoriere Francesco Romito.
Il fulcro del programma sarà il convegno di fine anno, programmato per il 06 dicembre p.v. dalle 15.30 alle 20.00, dal titolo: “La coscienza imprenditoriale e professionale nella costruzione del bene comune” presieduto dal vice-presidente UCID Giovanni Ostuni. Ad esso sarà associato il concorso nelle scuole “I giovani ed il bene comune” promosso dal vice-presidente UCID Federico Albanese.
La sezione locale, infine, così come ha già fatto con l’offerta di un telaio tessile ad una associazione albanese per il recupero di giovani affetti da patologie mentali, continuerà a sostenere i più bisognosi ed anche ad assistere giovani che vogliano costituire un’impresa, nell’ottica dei principi fondativi dell’UCID quali la visione dell’azienda e della professione come servizio verso la società. Gli imprenditori e professionisti ucidini, infatti, aspirano ad unire alle motivazioni di tipo economico quelle riguardanti valori etici come la famiglia, il lavoro, la solidarietà e la sussidiarietà, irrinunciabili per la realizzazione del bene comune, inteso come bene di tutti gli uomini e di tutto l’uomo, essere con e per gli altri.

avv. Massimo Licci
segretario UCID Conversano-Monopoli

Convegno Nazionale M.E.I.C. ad Ostuni

In occasione del Convegno Nazionale del Movimento Ecclesiastico di Impegno Culturale che si svolgerà dal 7 al 10 settembre ad Ostuni, gli Ucidini Pugliesi avranno l'occasione di ascoltare il nostro Presidente, Prof. Angelo Ferro.
Infatti è previsto un suo intervento il giorno 9 settembre, sabato ore 15.
In tale occasione potremo salutare anche il Presidente UCID Gruppo Marchigiano, Dott. Paolo Capogrossi.

Certo della partecipazione di tutti, saluto cordialmente.

Ruggiero Cristallo
Referente UCID Gruppo Pugliese

martedì 18 luglio 2006

I ragazzi di Chernobyl ospitati in famiglia da alcuni soci UCID

L'Associazione "Cuore pro bambini Chernobyl" con sede a Barletta, è nata nel 1997.Ha lo scopo di fornire un aiuto a bambini provenienti dall'Ucraina e precisamente dalla zona di Chernobyl. La zona di Chernobyl è una delle aree più sfortunate del mondo, avendo subìto la più grande catastrofe nucleare che si sia mai abbattuta sul genere umano. L'attività dell'Associazione si concretizza ospitando i bambini più disagiati di età pre-adolescenziale, al fine di offrire loro un "soggiorno terapeutico-naturale" mettendoli nelle condizioni di usufruire del clima mediterraneo, particolarmente favorevole alla loro crescita, quale terapia molto efficace contro gli effetti della catastrofe di Chernobyl.I bambini sono ospitati in famiglia per 45 giorni nel periodo di Natale, e per altrettanti giorni in estate.Ecco i ragazzi in gruppo ricevuti dal sindaco prima di andare con le famiglie che hanno deciso di ospitarli.L’Ucid di Trani-Barletta-Bisceglie, ringrazia i soci della propria sezione che hanno avuto un ruolo attivo in questa manifestazione di solidarietà, decidendo di ospitare i ragazzi nelle proprie famiglie.

domenica 2 luglio 2006

I Vescovi pugliesi: no ai duplicati della famiglia

«C'è uno sforzo di mediazione ma non si può mettere sullo stesso piano l'istituto familiare e le unioni di fatto»Da BariNon si possono mettere sullo stesso piano giuridico la famiglia e le unioni di fatto. È la riflessione di fondo espressa dai vescovi pugliesi i quali - pur apprezzando alcuni aspetti della legge sulla famiglia approvata a maggioranza dal Consiglio regionale che in sostanza estende i servizi sociali alle unioni di fatto (comprese le coppie gay) - esprime forti riserve sul provvedimento.L'arcivescovo di Lecce e presidente dei vescovi di Puglia, Cosmo Francesco Ruppi, apprezza «lo sforzo compiuto dal presidente della Regione di trovare una mediazione nel dibattito sulla legge sui servizi sociali» e di accogliere «con favore quanto è definito nell'articolo 22 circa la famiglia, fondata sul matrimonio, e sui doverosi aiuti e sostegni da dare ad essa».Detto questo, però, si esprimono forti riserve sull'articolo 23 che «pone sullo stesso piano la famiglia e l'unione di fatto».Per questo si auspica che il regolamento di attuazione possa dissipare i «forti equivoci» contenuti nell'articolo in questione.In sintonia con i vescovi pugliesi, le dichiarazioni del Centro di orientamento familiare. Per il responsabile, Egidio Saracino, «l'Italia è il Paese europeo dove è cronicamente assente una politica economica e sociale a favore della famiglia, cosa che invece avviene in tutti gli altri Paesi europei (compresa la Spagna di Zapatero che è all'"avanguardia" nel riconoscimento delle unioni di fatto e dell'adozione per coppie omosessuali).Proprio non mi sembra una priorità della Regione Puglia (se non fosse per un diverso significato politico) quella di riconoscere per prima in Italia l'assistenza sociale ai pacs».Come si può venire incontro ai bisogni sociali di queste coppie?«Non certo offrendo loro un «piccolo matrimonio», secondo l'incisiva definizione del cardinale Ruini. Ma attivando iniziative sociali a favore della famiglia. Il matrimonio fondato sulla famiglia garantisce l'ordine delle generazioni e ha un rilievo sociale del tutto caratteristico, che ne g iustifica la giuridicizzazione.La coppia omosessuale non crea famiglia: lo impedisce la sua costitutiva sterilità. In realtà, dietro la richiesta del pacs si nasconde una prima forma di riconoscimento legale delle coppie omosessuali, che dovrebbe aprire la strada ad una compiuta equiparazione al matrimonio tout-court del matrimonio omosessuale.La Puglia con Vendola vuole rappresentare la Regione "apripista" per l'Italia».Dal canto suo Ludovica Carli, presidente di Scienza e Vita e punto di riferimento del forum di famiglie pugliesi che raccoglie 28 associazioni della regione, spiega: «Siamo compiaciuti per il riconoscimento dei principii della famiglia e del privilegio accordatole rispetto ad altre forme di convivenza. Non condividiamo però l'estensione delle tutele a vincoli di ogni tipo. Qui non è in gioco la volontà di togliere a qualcuno il diritto a prestazioni di tipo socio-sanitario. L'universalità delle prestazioni è un concetto che il forum sposa e sottolinea per quanto riguarda le singole persone. Non siamo d'accordo però sull'estensione delle tutele ai nuclei di persone, equiparando così in concreto famiglia di diritto e famiglia di fatto».Cosa chiedete alla Regione, adesso?«Un rilancio concreto dei servizi sociali, a cominciare dai consultori familiari. In Puglia c'è il più alto tasso di aborti praticati a minorenni e solo il 10,8 per cento di donne che chiedono l'aborto legale si rivolgono ai consultori. Vogliamo essere coinvolti nella stesura del regolamento che dovrà dare attuazione alla legge: oggi c'è l'assoluta mancanza di una seria politica familiare».Insomma, serve un confronto vero: «In Puglia - dice la Carli - ci sono un milione e 440 mila famiglie e circa 6mila unioni di fatto. Ce n'è abbastanza per chiedere alla Regione un impegno concreto».Acque agitate anche nel mondo politico.«Mentre Benedetto XVI è in procinto di recarsi a Valencia per affermare con la propria presenza il ruolo della famiglia al quinto incontro internazionale delle famiglie, in Puglia si è consumato uno nuovo strappo all' art.29 della Costituzione ed una nuova violenza ai valori della cristianità». Per il deputato di Forza Italia, Angelo Sanza è incostituzionale la legge approvata dal consiglio regionale pugliese. «Si allarga - afferma Sanza - inesorabile ma lento e costante quel relativismo culturale della sinistra che mina alle fondamenta l' istituto del matrimonio e della famiglia. Anche la Puglia avrà i suoi Pacs. E Vendola ne va orgoglioso».Sanza chiede «pertanto ai cattolici di sinistra di non rinunciare ai loro valori e ai loro principi per un posto di potere»Gaetano Campione(C) Avvenire, 2-7-2006

lunedì 19 giugno 2006

MICROCREDITO: Origini e prospettive tra solidarietà e sussidiarietà

Le Nazioni Unite nel dicembre del 1997 hanno approvato la risoluzione 52/194 che indica il microcredito come strumento di sviluppo economico per sconfiggere la povertà nel mondo. Il 2005 è stato proclamato Anno Internazionale del Microcredito. A questo scopo, i vari paesi hanno avviato una serie di iniziative per far conoscere e diffondere l'applicazione del microcredito come strumento di un nuovo sviluppo equo e solidale.L'Italia, grazie all'impulso e al coordinamento del Min. degli Affari Esteri, ha dato prontamente applicazione alla risoluzione Onu, istituendo il Comitato nazionale per il Microcredito di cui fanno parte i rappresentanti della pubblica amministrazione, delle organizzazioni non governative (ONG), del settore bancario, del mondo imprenditoriale, di istituti e fondazioni. L'UCID è entrata a far parte del Comitato come una delle associazioni che rappresentano il mondo imprenditoriale.

Il coordinatore del Gruppo di lavoro "Microcredito" in seno all'UCID Nazionale è Filippo Ciuffi.

lunedì 5 giugno 2006

Costituzione della Sezione Promotrice Gruppo Pugliese

Per Lunedi 05 giugno p.v. tutti gli Ucidini pugliesi sono convocati alle ore 19,00.

All’ordine del giorno:
> Cerimonia per la costituzione della Sezione U.C.I.D. facente capo alla Diocesi di Trani,Sezione che potremmo definire “Sezione Promotrice Gruppo Pugliese”,
> Consegna a ciascun iscritto del distintivo U.C.I.D.
> Nomina del Consiglio Direttivo, Collegio dei Revisori dei Conti, Collegio Probiviri,
> Aggiornamento sui contatti avvenuti con le varie Diocesi Pugliesi,
> Varie ed eventuali.

La cerimonia sarà presieduta da:> Dott. Paolo Capogrossi, Presidente U.C.I.D. Marche,delegato dal Consiglio Nazionale alla costituzione del Gruppo Pugliese,
> Mons. Savino Giannotti, Vicario della Diocesi di Trani
> Don Francesco Lorusso, Direttore Commissione Problemi Sociali e Lavoro,assistente ecclesiastico Sezione U.C.I.D. di Trani.

La sede prescelta per l’evento è la SALA DELLA COMUNITA' S. ANTONIO,Via Madonna degli Angeli, 2 - 70051 BARLETTA BA - Telefono: 0883/334554

lunedì 8 maggio 2006

Seminario: ANGELO COSTA : L’IMPRENDITORE…IL MARE… LA RELIGIONE

TARANTO 8 MAGGIO 2006

Il titolo dell’incontro promosso dall’Ucid è nato parafrasando una raccolta di pensieri di Angelo Costa edito da Armano Editore dal titolo “L’imprenditore, il mercato e la religione” sostituendo il termine “mercato” con “ mare” che rappresenta sempre più e in maniera rinnovata per i nostri territori proiettati nel Mediterraneo un collante e una opportunità, luogo fisico e ideale di scambi traffici e commerci non solo economici.
Lo sviluppo di una qualsivoglia intrapresa necessita oltre che delle infrastrutture materiali anche di quelle cosiddette immateriali e ancor di più degli uomini che sappiano utilizzare al meglio le une e le altre per il progresso comune. Una delle infrastrutture immateriali è rappresentata dal fare sistema o fare rete ma ciò necessita appunto di leader, di promotori, di animatori riconosciuti e condivisi che sappiano con competenza e maestria tutta particolare in un determinato periodo storico e in un determinato luogo, mettere insieme il meglio nell’interesse comune.
Angelo Costa (1901-1976) genovese esponente di spicco del cosiddetto cattolicesimo liberale del novecento fu primo presidente della Confindustria dal 1945 al 1955 e successivamente dal 1966 al 1970. Cattolico fervente e liberista coerente fu profeta inascoltato e le tesi che egli sostenne si ritine posseggono una dirompente attualità.
L’Ucid regionale di Basilicata insieme con le sezioni di Matera e Ugento che annoverano tra i propri iscritti imprenditori e dirigenti di aziende privati ma alle quali hanno aderito dirigenti di pubbliche amministrazioni e di associazioni senza fini di lucro nonché liberi professionisti e docenti universitari che a diverso titolo contribuiscono in modo significativo all’attività di impresa, ha promosso questo incontro ospitato dal Commissario dell’Autorità Portuale di Taranto nello spirito statutario di curare la formazione spirituale dei suoi iscritti e lo sviluppo di alta moralità professionale alla luce dei principi cristiani e della morale cattolica dando attuazione e diffusione alla dottrina sociale della Chiesa.

giovedì 30 marzo 2006

Come sarebbe bello rivivere il periodo del Dolce Stil Novo.

Avvisiamo subito coloro che si sentono confusi o che sono arrivati a questo articolo, tramite un qualsiasi motore di ricerca, che non parleremo sicuramente del movimento nato nel ‘200 del millennio precedente, bensì degli Stili di Leadership dei nostri imprenditori, specialmente di quelli delle piccole imprese.
E’ un tema quello della Leadership, che da diversi anni è al primo posto nella graduatoria delle variabili che condizionano le relazioni interne aziendali.
Il concetto di leadership richiama immediatamente quello di autorità. Ma sono sinonimi questi termini? Forse no, proviamo ad analizzarli entrambi:
  • la leadership è un concetto più concreto e comportamentale, consiste infatti nella capacità di indirizzo e supervisione dei comportamenti organizzativi dei propri collaboratori, nell’ambito di una specifica unità aziendale affidata;
  • l’autorità ha carattere più statico e formale: riguarda il potere riconosciuto di determinare il comportamento di altre persone.
Stando così le cose, ci verrebbe di affermare che l’autorità è da intendersi come una componente, necessaria ma non sufficiente, della leadership, che pertanto assume un significato molto più ampio e ricco.
Negli ultimi 30 anni, abbiamo assistito ad alcune metamorfosi della leadership, dovute alla spinta di forze di natura diversa, ad esempio: politiche, sociali, aziendali, più o meno passeggere.
Ci sono state diverse critiche radicali e spesso irrealistiche, che hanno negato l’esercizio e l’essenza di questo principio (quello della leadership), determinando in pratica pericolosi vuoti.
Per effetto di queste spinte, molti responsabili (ai diversi livelli) hanno abdicato ai loro compiti istituzionali di guida. Oggi invece ci si rende più consapevolmente conto che negare le funzioni di autorità e di leadership non ha senso: in qualunque processo sociale o aziendale che sia, esse possono sicuramente essere modificate, adeguate o rilegittimate, ma certamente non è possibile ignorarle né abolirle.
E allora il problema vero consiste nello stabilire:

  1. quale modello della leadership/autorità sia adeguato alle esigenze attuali delle organizzazioni e delle persone che in esse vi operano?
  2. come debba comportarsi chi, per proprio ruolo istituzionale, sia chiamato ad esercitare concretamente questi compiti?

Al fine di rispondere al primo quesito, precisiamo subito che non ha molto senso e non aiuta affatto, il cercare di schematizzare la leadership in prototipi standard e/o preconfezionati, del tipo:
  • autorevole
  • autoritaria
  • partecipativa
  • paternalistica
  • burocratica
  • lassista
  • etc…etc…

I profondi mutamenti per le imprese, avvenuti sia all’esterno (economici, sociali, tecnologici e di mercato) che all’interno (complessità, interdipendenza e dinamismo di strutture e meccanismi operativi), dovrebbero essere utilizzati per riflettere su questa annosa questione della leadership.
Nelle aziende di oggi, il ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere, deve essere allineato sempre di più agli obiettivi ed ai risultati complessivi aziendali. E’ vero che le situazioni e i vincoli tecnologico-organizzativi reali sono molto differenziati e caratterizzano in modo diverso le specifiche situazioni aziendali in cui i leader operano. Tuttavia essi con le proprie professionalità e competenze, non solo tecniche, dovrebbero impegnarsi al massimo per raggiungere il giusto “ordine” nelle rispettive aziende. Ma per fare tutto ciò, il leader deve dimostrare prima di tutto a se stesso, di possedere dei valori in cui credere, che abbiamo una solida ispirazione morale e che possano accompagnarlo nell’impegno quotidiano rappresentato dalla ricerca del giusto equilibrio tra gli obiettivi da raggiungere e le esigenze dei propri collaboratori, in quanto individui con proprie caratteristiche di disponibilità, maturità e capacità.
Per il secondo quesito, quello relativo a come debba comportarsi il leader, credo che i seguenti principi, siano vincenti:

  • trattare ogni lavoratore come singolo individuo e garantire nei suoi confronti un’applicazione equa ed equilibrata delle norme e delle prassi;
  • offrire a ciascuno possibilità di sviluppo delle proprie capacità professionali nell’ambito delle occasioni che si determinano nella realtà aziendale;
  • assicurare coerenza di trattamento rispetto al lavoro svolto e al merito individuale;
  • coinvolgere effettivamente ogni collaboratore nelle finalità del lavoro che egli svolge nell’unità organizzativa.

Concludendo

Rileggendo l’articolo con le riflessioni emerse fino a questo punto, mi sovviene alla mente il discorso che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto agli imprenditori dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), riguardante:
·         l’attenzione agli individui in quanto tali,
·         l’obiettivo di tendere ad un’etica che vada oltre la semplice deontologia professionale,
·         la coerenza dell’imprenditore tra la forte convinzione ed il conseguente sforzo operativo,
·         il proposito di valorizzare ogni persona per quello che è e che può dare, secondo i suoi talenti.

Penso sicuramente che il Sommo Pontefice, ci abbia dato una “dritta” e che se volessimo sentire urlare dai nostri collaboratori “mi impegno”, dovremmo fermamente presentare loro la nostra “carta dei valori” in cui “crediamo”. Come il giorno del giuramento al servizio di leva, ricordate?
Ora basta, corro subito a casa a cestinare i numerosi libri di management sulla gestione delle risorse umane e mi dedico alla lettura dell’enciclica “Deus Caritas est” di Papa Ratzinger, credo che in tema di leadership ne sappia molto di più di qualche guru del management di oltre oceano.

   Ruggiero Cristallo

mercoledì 22 marzo 2006

Esortazioni dei Pontefici agli Imprenditori dell' UCID

"Il destino di una società dipende sempre da minoranze creative. I cristiani credenti dovrebbero concepire se stessi come una tale minoranza creativa e contribuire a che l'Europa riacquisti nuovamente il meglio della sua creatività e sia così a servizio dell'intera umanità".
(Benedetto XVI)

"Esorto la Vostra Benemerita Unione ad adoperarsi instancabilmente al fine che le leggi economiche siano sempre al servizio dell'Uomo, che abbia sempre il primato che gli compete."
(Giovanni Paolo II)

lunedì 20 marzo 2006

Riepilogo incontri con il Santo Padre.

Incontri con il Santo Padre:

sabato 4 marzo 2006
mercoledì 15 marzo 2006
domenica 19 marzo 2006

sabato 4 marzo 2006

Discorso del SANTO PADRE all' UCID

Alle ore 12, del 4 Marzo 2006, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Papa Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Soci dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (U.C.I.D.), ed ha rivolto loro il discorso che pubblichiamo di seguito:
DISCORSO DEL SANTO PADRE:
"Signor Cardinale, cari amici dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti!
Sono lieto di accogliervi e di rivolgere a ciascuno di voi il mio cordiale saluto. Un pensiero particolare va al Cardinale Ennio Antonelli, che ha interpretato i comuni sentimenti. Lo ringrazio per l’indirizzo, come grato sono anche al Presidente dell’UCID per le cortesi parole con cui ha introdotto il nostro incontro, presentando le motivazioni e lo stile del vostro impegno personale e associativo. Mi ha colpito, in special modo, il proposito da voi manifestato di tendere ad un’etica che vada oltre la semplice deontologia professionale – anche se, nell’attuale contesto, questo già non sarebbe poco. Questo mi ha fatto pensare al rapporto tra giustizia e carità, al quale ho dedicato una specifica riflessione nella seconda parte dell’Enciclica Deus caritas est (nn. 26-29). Il cristiano è chiamato a cercare sempre la giustizia, ma porta in sé la spinta dell’amore, che va oltre la stessa giustizia. Il cammino compiuto dai laici cristiani, dalla metà dell’Ottocento ad oggi, li ha condotti alla consapevolezza che le opere di carità non debbono sostituirsi all’impegno per la giustizia sociale. La dottrina sociale della Chiesa e soprattutto l’azione di tante aggregazioni di ispirazione cristiana, come la vostra, dimostrano quanta strada abbia compiuto la Comunità ecclesiale su questo argomento. In questi ultimi tempi, grazie anche al magistero e alla testimonianza dei Romani Pontefici, ed in particolare dell’amato Papa Giovanni Paolo II, è più chiaro in tutti noi come giustizia e carità siano i due aspetti inseparabili dell’unico impegno sociale del cristiano. Ai fedeli laici, in modo particolare, compete di operare per un giusto ordine nella società, partecipando in prima persona alla vita pubblica, cooperando con gli altri cittadini sotto la loro personale responsabilità (cfr Deus caritas est, 29). Proprio nel fare questo essi sono animati dalla "carità sociale", che li rende attenti alle persone in quanto persone, alle situazioni di maggiore difficoltà e solitudine, ed anche ai bisogni non materiali (cfr ivi, 28b). Due anni fa, grazie al Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, è stato pubblicato il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. Si tratta di uno strumento formativo quanto mai utile per tutti coloro che intendono lasciarsi guidare dal Vangelo nella loro attività lavorativa e professionale. Sono certo che esso sia stato oggetto di attento esame anche da parte vostra ed auspico che, per ciascuno di voi e per le sezioni locali dell’UCID, diventi un punto di riferimento costante nell’esaminare le questioni, nell’elaborare i progetti, nel cercare le soluzioni per i complessi problemi del mondo del lavoro e dell’economia. In effetti, è proprio in questo ambito che voi realizzate una parte irrinunciabile della vostra missione di laici cristiani, e quindi del vostro cammino di santificazione. Ho, inoltre, visto con interesse la "Carta dei valori" dei giovani dell’UCID e mi congratulo per lo spirito positivo e di fiducia nella persona umana che la anima. Ad ogni "credo" essa unisce un "mi impegno", puntando così sulla coerenza tra una forte convinzione e un conseguente sforzo operativo. In particolare, ho apprezzato il proposito di valorizzare ogni persona per quello che è e che può dare, secondo i suoi talenti, rifuggendo da ogni forma di sfruttamento; come pure l’importanza riconosciuta alla famiglia e alla responsabilità personale. Si tratta di valori che purtroppo, anche a causa delle attuali difficoltà economiche, rischiano spesso di non essere seguiti dagli imprenditori che sono privi di solida ispirazione morale. Per questo è indispensabile l’apporto di quanti la attingono dalla loro formazione cristiana, che a maggior ragione non va mai data per scontata, ma sempre deve essere alimentata e rinnovata. Cari amici, tra pochi giorni celebreremo la solennità di san Giuseppe, Patrono dei lavoratori. Sicuramente nella storia della vostra Associazione la sua venerazione è stata sempre presente. Da parte mia, che ne porto anche il nome, sono lieto oggi di potervelo indicare non solo quale celeste protettore e intercessore per ogni benemerita iniziativa, ma prima ancora come confidente della vostra preghiera, del vostro impegno ordinario, certamente costellato di soddisfazioni e di delusioni, della vostra quotidiana e, direi, tenace ricerca della giustizia di Dio nelle cose umane. Proprio san Giuseppe vi aiuterà a mettere in pratica l’impegnativa esortazione di Gesù: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia" (Mt 6,33). Vi assista sempre anche la Vergine Maria con i grandi testimoni della carità sociale, che hanno diffuso con il loro insegnamento e la loro azione il Vangelo della carità. Vi accompagni, infine, la Benedizione Apostolica, che di cuore imparto a voi qui presenti, estendendola volentieri a tutti i soci ed ai vostri familiari."  (Benedetto XVI)

domenica 1 gennaio 2006

Perché un imprenditore o un dirigente dovrebbe iscriversi all’UCID?

Constatando la caduta di partecipazione a vario titolo a cui si assiste, il rilevante intorpidimento delle coscienze, uno sconforto generale in tutti gli ambiti: imprenditoriale, familiare e sociale, gli imprenditori non dovrebbero isolarsi più, né restare ai margini della lotta per migliorare il mondo in cui noi tutti viviamo.
E’ arrivato il momento di far rinascere una nuova coscienza collettiva, governata da fondamenti etici il cui focus è il singolo individuo, la sua dignità in quanto essere umano e la sua capacità di costruire il bene comune.
L’uomo di oggi è debole e perciò è debole anche tutto quello che produce. Non riesce a fare progetti a medio-lungo termine, ma solo a breve e quest’ultimi purtroppo perseguono obiettivi solo materiali e per niente importanti. Occorre identificare obiettivi a medio-lungo termine, ma per fare ciò, occorre avere dei seri valori dentro, una certa scala delle priorità e soprattutto condividere questo patrimonio con tutti gli artefici del girotondo aziendale allargato, gli stakeholder (le nostre famiglie, i collaboratori, le loro famiglie, i clienti/fornitori, il nostro prossimo, …., gli altri).
Noi siamo imprenditori, dirigenti, professionisti, nelle nostre imprese e nelle nostre professioni dobbiamo essere consapevoli che tutto ciò che facciamo o che non facciamo, ha forti ripercussioni attorno a noi (impresa, famiglia, società civile).
Dobbiamo smetterla di occuparci solo del nostro orticello (le imprese), ora tocca all’ambiente esterno (la società civile). Il “da farsi” non appartiene alla Chiesa, essa con i suoi principi e/o orientamenti può affiancarci, ma spetta a noi il “Piano d’Azioni”.
Il primo passo da fare su questa strada è quello di fare cultura, diffondere la cultura dei valori, dopo averli opportunamente identificati e migliorati.
Insieme si riuscirà a migliorare qualcosa, cominciando dalle proprie aziende e facendo in modo che questa ondata innovatrice si diffonda anche all’esterno nella società civile.
Occorre soltanto imparare a guardare lo sviluppo del business delle nostre imprese, da altre prospettive, che non siano solo quelle economiche o finanziarie.
Ce ne sono sicuramente altre e noi Ucidini siamo tra coloro che le conoscono meglio.

Ruggiero Cristallo
Referente Gruppo Pugliese

Come si caratterizza l’attività che svolge l’UCID?

L’UCID intende con la propria attività:

> favorire la crescita, nell’impresa e nelle attività professionali, dei valori di una vera comunità di persone nel rispetto della dignità di ogni uomo, convinta della capacità della dottrina sociale della Chiesa di offrire i principi e gli orientamenti necessari al riguardo,

> qualificare la presenza degli imprenditori, dirigenti e professionisti cattolici preoccupandosi della loro formazione non solo manageriale ma anche spirituale e morale,

> studiare i problemi del lavoro con lo scopo di suggerire orientamenti per una valida azione sociale,organizzare corsi di formazione, convegni, tavole rotonde e incontri di studio e dibattito sui temi sociali di maggiore attualità e urgenza, intendendo portare il suo contributo all’analisi e alla soluzione dei problemi che interessano oggi tutta la realtà regionale.

Come è organizzata l’UCID in Italia?

L’organizzazione dell’Ucid prevede Statuti a tre livelli, con delle parti generali comuni.
Il primo riguarda lo Statuto dell’Ucid Nazionale;
il secondo gli Statuti dei Gruppi Regionali;
il terzo gli Statuti delle Sezioni.

Lo statuto dell’Ucid Nazionale è stato approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI);
gli Statuti dei Gruppi Regionali sono approvati dalle Conferenze Episcopali Regionali;
gli Statuti delle Sezioni sono approvati dai Vescovi.

Che cos'è l' U.C.I.D.?

L'UCID - UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI, è un'Associazione privata di fedeli regolata dalle norme del Codice di Diritto Canonico, nonché dalle norme di legge e dal proprio Statuto, non ha scopo di lucro ed è stata costituita il 31 gennaio 1947.Ad essa aderiscono Cristiani che siano Imprenditori, Dirigenti e Professionisti, organizzati come Federazione di Gruppi Regionali e Sezioni.La U.C.I.D. è inoltre collegata internazionalmente alla UNIAPAC (Union internazionale chrétienne des dirigeants d’emprise).

Come si caratterizza l’attività che svolge l’UCID?

L’UCID intende con la propria attività:

> favorire la crescita, nell’impresa e nelle attività professionali, dei valori di una vera comunità di persone nel rispetto della dignità di ogni uomo, convinta della capacità della dottrina sociale della Chiesa di offrire i principi e gli orientamenti necessari al riguardo,

> qualificare la presenza degli imprenditori, dirigenti e professionisti cattolici preoccupandosi della loro formazione non solo manageriale ma anche spirituale e morale,

> studiare i problemi del lavoro con lo scopo di suggerire orientamenti per una valida azione sociale,organizzare corsi di formazione, convegni, tavole rotonde e incontri di studio e dibattito sui temi sociali di maggiore attualità e urgenza, intendendo portare il suo contributo all’analisi e alla soluzione dei problemi che interessano oggi tutta la realtà regionale.