L’UCID – UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI – FEDERAZIONE NAZIONALE, è un’Associazione privata di fedeli regolata dalle norme del Codice di Diritto Canonico, dalle norme di legge e dal presente Statuto. L'UCID non ha scopo di lucro, ed è stata costituita il 31 gennaio 1947. Ad essa aderiscono Cristiani che siano Imprenditori, Dirigenti e Professionisti, organizzati come Federazione di Gruppi regionali e Sezioni
martedì 18 luglio 2006
I ragazzi di Chernobyl ospitati in famiglia da alcuni soci UCID
L'Associazione "Cuore pro bambini Chernobyl" con sede a Barletta, è nata
nel 1997.Ha lo scopo di fornire un aiuto a bambini provenienti
dall'Ucraina e precisamente dalla zona di Chernobyl. La zona di
Chernobyl è una delle aree più sfortunate del mondo, avendo subìto la
più grande catastrofe nucleare che si sia mai abbattuta sul genere
umano. L'attività dell'Associazione si concretizza ospitando i bambini
più disagiati di età pre-adolescenziale, al fine di offrire loro un
"soggiorno terapeutico-naturale" mettendoli nelle condizioni di
usufruire del clima mediterraneo, particolarmente favorevole alla loro
crescita, quale terapia molto efficace contro gli effetti della
catastrofe di Chernobyl.I bambini sono ospitati in famiglia per 45
giorni nel periodo di Natale, e per altrettanti giorni in estate.Ecco i
ragazzi in gruppo ricevuti dal sindaco prima di andare con le famiglie
che hanno deciso di ospitarli.L’Ucid di Trani-Barletta-Bisceglie,
ringrazia i soci della propria sezione che hanno avuto un ruolo attivo
in questa manifestazione di solidarietà, decidendo di ospitare i ragazzi
nelle proprie famiglie.
domenica 2 luglio 2006
I Vescovi pugliesi: no ai duplicati della famiglia
«C'è uno sforzo di mediazione ma non si può mettere sullo stesso piano
l'istituto familiare e le unioni di fatto»Da BariNon si possono mettere
sullo stesso piano giuridico la famiglia e le unioni di fatto. È la
riflessione di fondo espressa dai vescovi pugliesi i quali - pur
apprezzando alcuni aspetti della legge sulla famiglia approvata a
maggioranza dal Consiglio regionale che in sostanza estende i servizi
sociali alle unioni di fatto (comprese le coppie gay) - esprime forti
riserve sul provvedimento.L'arcivescovo di Lecce e presidente dei
vescovi di Puglia, Cosmo Francesco Ruppi, apprezza «lo sforzo compiuto
dal presidente della Regione di trovare una mediazione nel dibattito
sulla legge sui servizi sociali» e di accogliere «con favore quanto è
definito nell'articolo 22 circa la famiglia, fondata sul matrimonio, e
sui doverosi aiuti e sostegni da dare ad essa».Detto questo, però, si
esprimono forti riserve sull'articolo 23 che «pone sullo stesso piano la
famiglia e l'unione di fatto».Per questo si auspica che il regolamento
di attuazione possa dissipare i «forti equivoci» contenuti nell'articolo
in questione.In sintonia con i vescovi pugliesi, le dichiarazioni del
Centro di orientamento familiare. Per il responsabile, Egidio Saracino,
«l'Italia è il Paese europeo dove è cronicamente assente una politica
economica e sociale a favore della famiglia, cosa che invece avviene in
tutti gli altri Paesi europei (compresa la Spagna di Zapatero che è
all'"avanguardia" nel riconoscimento delle unioni di fatto e
dell'adozione per coppie omosessuali).Proprio non mi sembra una priorità
della Regione Puglia (se non fosse per un diverso significato politico)
quella di riconoscere per prima in Italia l'assistenza sociale ai
pacs».Come si può venire incontro ai bisogni sociali di queste
coppie?«Non certo offrendo loro un «piccolo matrimonio», secondo
l'incisiva definizione del cardinale Ruini. Ma attivando iniziative
sociali a favore della famiglia. Il matrimonio fondato sulla famiglia
garantisce l'ordine delle generazioni e ha un rilievo sociale del tutto
caratteristico, che ne g iustifica la giuridicizzazione.La coppia
omosessuale non crea famiglia: lo impedisce la sua costitutiva
sterilità. In realtà, dietro la richiesta del pacs si nasconde una prima
forma di riconoscimento legale delle coppie omosessuali, che dovrebbe
aprire la strada ad una compiuta equiparazione al matrimonio tout-court
del matrimonio omosessuale.La Puglia con Vendola vuole rappresentare la
Regione "apripista" per l'Italia».Dal canto suo Ludovica Carli,
presidente di Scienza e Vita e punto di riferimento del forum di
famiglie pugliesi che raccoglie 28 associazioni della regione, spiega:
«Siamo compiaciuti per il riconoscimento dei principii della famiglia e
del privilegio accordatole rispetto ad altre forme di convivenza. Non
condividiamo però l'estensione delle tutele a vincoli di ogni tipo. Qui
non è in gioco la volontà di togliere a qualcuno il diritto a
prestazioni di tipo socio-sanitario. L'universalità delle prestazioni è
un concetto che il forum sposa e sottolinea per quanto riguarda le
singole persone. Non siamo d'accordo però sull'estensione delle tutele
ai nuclei di persone, equiparando così in concreto famiglia di diritto e
famiglia di fatto».Cosa chiedete alla Regione, adesso?«Un rilancio
concreto dei servizi sociali, a cominciare dai consultori familiari. In
Puglia c'è il più alto tasso di aborti praticati a minorenni e solo il
10,8 per cento di donne che chiedono l'aborto legale si rivolgono ai
consultori. Vogliamo essere coinvolti nella stesura del regolamento che
dovrà dare attuazione alla legge: oggi c'è l'assoluta mancanza di una
seria politica familiare».Insomma, serve un confronto vero: «In Puglia -
dice la Carli - ci sono un milione e 440 mila famiglie e circa 6mila
unioni di fatto. Ce n'è abbastanza per chiedere alla Regione un impegno
concreto».Acque agitate anche nel mondo politico.«Mentre Benedetto XVI è
in procinto di recarsi a Valencia per affermare con la propria presenza
il ruolo della famiglia al quinto incontro internazionale delle
famiglie, in Puglia si è consumato uno nuovo strappo all' art.29 della
Costituzione ed una nuova violenza ai valori della cristianità». Per il
deputato di Forza Italia, Angelo Sanza è incostituzionale la legge
approvata dal consiglio regionale pugliese. «Si allarga - afferma Sanza -
inesorabile ma lento e costante quel relativismo culturale della
sinistra che mina alle fondamenta l' istituto del matrimonio e della
famiglia. Anche la Puglia avrà i suoi Pacs. E Vendola ne va
orgoglioso».Sanza chiede «pertanto ai cattolici di sinistra di non
rinunciare ai loro valori e ai loro principi per un posto di
potere»Gaetano Campione(C) Avvenire, 2-7-2006
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