martedì 18 luglio 2006

I ragazzi di Chernobyl ospitati in famiglia da alcuni soci UCID

L'Associazione "Cuore pro bambini Chernobyl" con sede a Barletta, è nata nel 1997.Ha lo scopo di fornire un aiuto a bambini provenienti dall'Ucraina e precisamente dalla zona di Chernobyl. La zona di Chernobyl è una delle aree più sfortunate del mondo, avendo subìto la più grande catastrofe nucleare che si sia mai abbattuta sul genere umano. L'attività dell'Associazione si concretizza ospitando i bambini più disagiati di età pre-adolescenziale, al fine di offrire loro un "soggiorno terapeutico-naturale" mettendoli nelle condizioni di usufruire del clima mediterraneo, particolarmente favorevole alla loro crescita, quale terapia molto efficace contro gli effetti della catastrofe di Chernobyl.I bambini sono ospitati in famiglia per 45 giorni nel periodo di Natale, e per altrettanti giorni in estate.Ecco i ragazzi in gruppo ricevuti dal sindaco prima di andare con le famiglie che hanno deciso di ospitarli.L’Ucid di Trani-Barletta-Bisceglie, ringrazia i soci della propria sezione che hanno avuto un ruolo attivo in questa manifestazione di solidarietà, decidendo di ospitare i ragazzi nelle proprie famiglie.

domenica 2 luglio 2006

I Vescovi pugliesi: no ai duplicati della famiglia

«C'è uno sforzo di mediazione ma non si può mettere sullo stesso piano l'istituto familiare e le unioni di fatto»Da BariNon si possono mettere sullo stesso piano giuridico la famiglia e le unioni di fatto. È la riflessione di fondo espressa dai vescovi pugliesi i quali - pur apprezzando alcuni aspetti della legge sulla famiglia approvata a maggioranza dal Consiglio regionale che in sostanza estende i servizi sociali alle unioni di fatto (comprese le coppie gay) - esprime forti riserve sul provvedimento.L'arcivescovo di Lecce e presidente dei vescovi di Puglia, Cosmo Francesco Ruppi, apprezza «lo sforzo compiuto dal presidente della Regione di trovare una mediazione nel dibattito sulla legge sui servizi sociali» e di accogliere «con favore quanto è definito nell'articolo 22 circa la famiglia, fondata sul matrimonio, e sui doverosi aiuti e sostegni da dare ad essa».Detto questo, però, si esprimono forti riserve sull'articolo 23 che «pone sullo stesso piano la famiglia e l'unione di fatto».Per questo si auspica che il regolamento di attuazione possa dissipare i «forti equivoci» contenuti nell'articolo in questione.In sintonia con i vescovi pugliesi, le dichiarazioni del Centro di orientamento familiare. Per il responsabile, Egidio Saracino, «l'Italia è il Paese europeo dove è cronicamente assente una politica economica e sociale a favore della famiglia, cosa che invece avviene in tutti gli altri Paesi europei (compresa la Spagna di Zapatero che è all'"avanguardia" nel riconoscimento delle unioni di fatto e dell'adozione per coppie omosessuali).Proprio non mi sembra una priorità della Regione Puglia (se non fosse per un diverso significato politico) quella di riconoscere per prima in Italia l'assistenza sociale ai pacs».Come si può venire incontro ai bisogni sociali di queste coppie?«Non certo offrendo loro un «piccolo matrimonio», secondo l'incisiva definizione del cardinale Ruini. Ma attivando iniziative sociali a favore della famiglia. Il matrimonio fondato sulla famiglia garantisce l'ordine delle generazioni e ha un rilievo sociale del tutto caratteristico, che ne g iustifica la giuridicizzazione.La coppia omosessuale non crea famiglia: lo impedisce la sua costitutiva sterilità. In realtà, dietro la richiesta del pacs si nasconde una prima forma di riconoscimento legale delle coppie omosessuali, che dovrebbe aprire la strada ad una compiuta equiparazione al matrimonio tout-court del matrimonio omosessuale.La Puglia con Vendola vuole rappresentare la Regione "apripista" per l'Italia».Dal canto suo Ludovica Carli, presidente di Scienza e Vita e punto di riferimento del forum di famiglie pugliesi che raccoglie 28 associazioni della regione, spiega: «Siamo compiaciuti per il riconoscimento dei principii della famiglia e del privilegio accordatole rispetto ad altre forme di convivenza. Non condividiamo però l'estensione delle tutele a vincoli di ogni tipo. Qui non è in gioco la volontà di togliere a qualcuno il diritto a prestazioni di tipo socio-sanitario. L'universalità delle prestazioni è un concetto che il forum sposa e sottolinea per quanto riguarda le singole persone. Non siamo d'accordo però sull'estensione delle tutele ai nuclei di persone, equiparando così in concreto famiglia di diritto e famiglia di fatto».Cosa chiedete alla Regione, adesso?«Un rilancio concreto dei servizi sociali, a cominciare dai consultori familiari. In Puglia c'è il più alto tasso di aborti praticati a minorenni e solo il 10,8 per cento di donne che chiedono l'aborto legale si rivolgono ai consultori. Vogliamo essere coinvolti nella stesura del regolamento che dovrà dare attuazione alla legge: oggi c'è l'assoluta mancanza di una seria politica familiare».Insomma, serve un confronto vero: «In Puglia - dice la Carli - ci sono un milione e 440 mila famiglie e circa 6mila unioni di fatto. Ce n'è abbastanza per chiedere alla Regione un impegno concreto».Acque agitate anche nel mondo politico.«Mentre Benedetto XVI è in procinto di recarsi a Valencia per affermare con la propria presenza il ruolo della famiglia al quinto incontro internazionale delle famiglie, in Puglia si è consumato uno nuovo strappo all' art.29 della Costituzione ed una nuova violenza ai valori della cristianità». Per il deputato di Forza Italia, Angelo Sanza è incostituzionale la legge approvata dal consiglio regionale pugliese. «Si allarga - afferma Sanza - inesorabile ma lento e costante quel relativismo culturale della sinistra che mina alle fondamenta l' istituto del matrimonio e della famiglia. Anche la Puglia avrà i suoi Pacs. E Vendola ne va orgoglioso».Sanza chiede «pertanto ai cattolici di sinistra di non rinunciare ai loro valori e ai loro principi per un posto di potere»Gaetano Campione(C) Avvenire, 2-7-2006