Carissimi fratelli e sorelle,insieme con i miei sacerdoti e diaconi, vi
rivolgo questo messaggio natalizio, augurandovi la pace e la gioia
annunciata dagli Angeli ai pastori:
".vi annuncio una grande gioia
che sarà di tutto il popolo : oggi vi è nato nella città di Davide un
salvatore, che è Cristo Signore" (Lc 2,10); e una moltitudine
dell'esercito celeste lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto
dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama" (Lc 2,13-14).
Natale mistero
L'incarnazione
del "Verbo" nella nostra natura umana, ha acceso in noi e in tutto il
genere umano la "speranza", cioè la certezza della nostra realizzazione
secondo la volontà di Dio che "ci ha predestinati a essere suoi figli
adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito del suo
volere" (Ef 1,5-6).Da creature, sviate e disorientate a causa del
peccato che è distacco da Dio, in Gesù "abbiamo la redenzione mediante
il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua
grazia" (Ef 1,7).Nel Natale, atteso da Adamo, da Abramo, dal popolo di
Israele, realizzatosi "nella pienezza dei tempi" (Ef 1,10) grazie al
"si" di Maria di Nazareth, "piena di grazia" (Lc 1,28), si è realizzato
"il disegno [di Dio] di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del
cielo come quelle della terra" (Ef 1,10).In una meravigliosa sintesi,
così lo stesso apostolo Paolo esprime il grande mistero che celebriamo a
Natale: "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio,
nato da donna, nato sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a
figli" (Gal 4,4-5).
Natale liturgico
Il vero Natale lo celebriamo
partecipando alla Messa con cuore puro e sincero, stupito per il grande
mistero dell'amore di Dio che ha voluto manifestarsi nella benignità e
nella tenerezza della nostra umanità così come leggiamo in Tito 2,11-12:
"È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti
gli uomini, che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e
a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo".Quanto
fascino e gioia desta in noi la nascita di un bambino! Quanto stupore e
gaudio destò il "Bambino" di Betlem in Maria e Giuseppe, nei pastori e
nei Magi! Tutto questo lo meditiamo nel tempo natalizio attraverso la
divina liturgia.
Natale nella storia
Dobbiamo anche noi stupirci
del grande mistero della nostra redenzione.Il Natale di quest'anno si
contestualizza, nella Chiesa che è in Italia, nell'impegno della Nuova
Evangelizzazione che sta interessando anche la nostra Chiesa diocesana
nella pastorale missionaria aperta ad ogni ambito di vita: vita
affettiva, festa e lavoro, fragilità umana, tradizione e cultura, e
cittadinanza.La speranza che il Natale, di anno in anno, riaccende in
noi è la presenza viva di Gesù. Per averla è necessario che noi
cresciamo in Lui, con Lui, per Lui (Ut crescamus in Illo), vivendo la
missione che Gesù stesso ci ha affidato: "Essere glorificatori del Padre
vivendo in Lui, sotto l'azione dello Spirito Santo" (Ut glorificetur
Pater in Filio divino afflante Spiritu).
Augurio
Carissimi,
l'augurio per il Santo Natale 2006, è che <>"siamo uniti e in
comunione" così come ci vuole Gesù, il nostro unico capo. Egli
nell'Eucaristia ci ha lasciato il memoriale della Sua pasqua di morte e
di risurrezione comandandoci di viverla realmente nella sua dimensione
sacrificale e conviviale, cioè nell'impegno di santità e di comunione
fraterna.
Esortazione
Dobbiamo essere sempre una "Chiesa
eucaristica missionaria", aperta all'ecumenismo e al dialogo
interreligiosoNel prossimo 2007 avremo la gioia, attraverso la "visita
ad limina" di onorare i sepolcri dei santi apostoli Pietro e Paolo e di
incontrare il successore di Pietro, vescovo di Roma, Benedetto XVI.La
visita "ha per il vescovo un preciso significato: accrescere il suo
senso di responsabilità come successore degli apostoli e rinvigorire la
sua comunione con il successore di Pietro" (Ap. Successores, 15 del
22.02.2004).Ma anche per tutta la Chiesa diocesana costituisce un
momento importante perché consolida, attraverso il suo vescovo, che sarà
ricevuto dal Papa il 15 marzo, i vincoli di fede, di comunione e di
disciplina che la legano alla Chiesa di Roma e all'intero corpo
ecclesiale (cfr. idem).Alla fine dell'anno civile eleviamo il canto del
Te Deum, ringraziando la SS. Trinità per tutti i doni che abbiamo
ricevuto, anche per la sofferenza che ci ha fatto constatare i limiti
umani stimolandoci ad avere un cuore buono e misericordioso.Iniziamo il
2007 alla luce del messaggio sulla pace di Benedetto XVI "Persona umana:
cuore della pace", affidandoci alla Gran Madre di Dio, donna della
speranza, con i migliori auspici di ogni bene, soprattutto quello di
essere pienamente conformi a Cristo, "il quale è caparra della nostra
eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è
acquistato a lode della sua gloria" (Ef 1,14). In quest'anno Mariano
diocesano la nostra Madre celeste ci porti a Gesù e ce lo faccia amare
come Ella stessa lo ama.
Benedizione
Con amore benedico ciascuna
famiglia abbracciando idealmente genitori e figli, nonni e familiari,
ammalati; e benedico i consacrati per l'apostolato, religiosi e
religiose, operatori di giustizia e di pace.
Buon Natale e felice Anno Nuovo!
+ Giovan Battista Pichierri
arcivescovo
Nessun commento:
Posta un commento